Lauretta, Simone
Description
«Il corpo riconosceva prima della mente.»
C'è un odore che precede tutto: la salsedine di Portopalo entrata nelle lenzuola, nei capelli, nei pensieri
...
di un bambino che impara presto la distanza fra il letto e l'interruttore della luce. Da lì parte questo libro: da un Sud bellissimo e severo, dai soprannomi che si appiccicano alla pelle, dallo sguardo basso come una mappa del pericolo, dal silenzio imparato come difesa.
Poi arrivano le partenze. Catania, dove l'indipendenza ha il nome di una stanza in affitto, di un primo lavoro, di amicizie femminili che diventano famiglia. Saronno, dove il Nord cambia la grammatica delle giornate e una diagnosi, un mobbing, un disturbo post-traumatico ridisegnano per intero il rapporto con il corpo. Milano, infine, dove la pandemia coincide con la perdita della madre e con la scoperta di una solitudine che non è solo assenza: è anche, per la prima volta, una forma di stanza propria.
Senza chiedere scusa attraversa quattro città e quarant'anni di vita restando fedele a una sola promessa: non addomesticare. Non trasformare le ferite in lezioni, non inventare consolazioni, non chiedere al lettore di commuoversi più di quanto si commuove la voce che racconta. È un memoir scritto con la stessa cura di un gesto in pasticceria — dosi precise, attese rispettate — su temi che raramente si lasciano misurare: identità, omofobia, mobbing, malattia, lutto, amicizia, isolamento.
Non è una storia di rinascita: è il racconto onesto di una soglia. La possibilità, finalmente, di una lingua che non accusi più.
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